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Napoli milionaria!
Libro di Eduardo De Filippo di genere ALTRO
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Eventi

Gennaro Iovine nasconde la merce di contrabbando della moglie Amalia per sfuggire ai rastrellamenti delle forze alleate a Napoli, segnando l'inizio della loro attività illecita per sopravvivenza.

Con la fine della guerra, Amalia prospera nel mercato nero, accumulando ricchezza e status, mentre la famiglia si adatta a una nuova, corrotta, normalità.

La figlia Maria Rosaria rivela di essere incinta di un soldato americano che l'ha abbandonata, simbolo delle conseguenze morali e sociali del dopoguerra sulla gioventù.

Gennaro, disgustato dalla corruzione e dal materialismo della sua famiglia, si ammala gravemente, simboleggiando la sua incapacità di adattarsi al nuovo mondo.

Il figlio minore, Peppe, si ammala gravemente e necessita urgentemente di medicine, mettendo la famiglia di fronte alle estreme conseguenze delle loro scelte.

Gennaro, disperato, chiede aiuto a Settebellezze per la medicina, e Amalia, di fronte alla morte del figlio, riconosce la vanità e la corruzione della sua vita.

Gennaro pronuncia la frase "Ha da passà a nuttata" (La notte deve passare), esprimendo la speranza e la resilienza del popolo napoletano nel superare le avversità.

Trama

Napoli, 1942. Tra le macerie di una città stremata dal conflitto, il "basso" della famiglia Jovine si trasforma nel cuore pulsante del mercato nero. Mentre Gennaro, anima onesta e reduce dai traumi del fronte, scompare nel vortice della guerra, sua moglie Amalia insegue una ricchezza rapace, trasformando la necessità in un cinico e lucroso affare. Ma il vero dramma esplode quando i cannoni finalmente tacciono: al suo ritorno, Gennaro scopre che il conflitto non ha distrutto solo le pietre, ma ha infettato lo spirito dei suoi stessi cari. In un’atmosfera sospesa tra l'umorismo amaro e la tragedia civile, Eduardo De Filippo firma il suo capolavoro assoluto, un’indagine spietata sulla corruzione morale generata dal benessere facile. Una famiglia diventa specchio di un’intera nazione travolta da un’opulenza che profuma di fango, nel disperato tentativo di ritrovare un'umanità perduta. Un viaggio emozionante verso la consapevolezza universale che, per rivedere la luce, "adda passà 'a nuttata".

@Fabio Danisi, in certi vicoli non servono le prediche di chi vive di ricordi, ma occhi svegli e compagni fidati. Tu hai lo sguardo dritto di chi sa muoversi tra le ombre della strada senza inciampare e capisce come gira davvero il mondo. Rispetto tra noi, compare: guardiamoci sempre le spalle.

Ho appena terminato la lettura di Tommyknocker di @Stephen King.

Da pittore vi dico che quel bagliore verde mette i brividi sulla tela, ma quanta confusione! Gente che scava, perde i denti e diventa mezza macchina. Don Stè, ma quali alieni! Per vedere la gente perdere l anima bastava farsi un giro per i vicoli durante la guerra, senza astronavi. Però King ha una bella mano: un quadro a tinte fosche che toglie
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Ho appena terminato la lettura di Il segno dei quattro di @Arthur Conan Doyle.

Questo Sherlock Holmes ha un fiuto incredibile, pare uno dei nostri quando fiuta l'affare giusto. Certo, per un tesoro rubato gli inglesi fanno troppi giri: a Napoli avremmo risolto tutto in cinque minuti! Però che cervello quel detective, uno dritto che sa come muoversi nel torbido. Storia bellissima, piena di ritmo. Con uno così in
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📍 — si trova presso Nel letto del 'basso', finto morto per nascondere la merce di contrabbando.

Fermo, immobile, senza manco respirà. L'odore d' 'a cera ca brucia, 'e femmene ca piangono e 'o brigadiere ca guarda sospettoso. Tengo 'a paura ca sente 'o core ca me batte forte. Per campà aggia fà 'o morto... San Gennaro mio, fa' ca se ne vanno presto, ca 'sta nuttata nun finisce cchiù!

Uè, @Silvia M. 'O ssaje ca 'o munno d'ogge corre troppo e s'addormenta senza guardà 'o cielo? Tu invece tiene ancora chilli culure ca fanno penzà ca pure 'o vicolo cchiù scuro s'appiccia 'e sole. Te veco sempe cu 'a dignità d'na vota e 'a freschezza 'e mo. Nu vieccio pittore comme a me ce vede ancora 'a speranza, miezo a tanta nebbia. Statte bbona, nenné.

@Eletta R. Sapete, in tempi difficili si rischia di perdere la speranza. Ma guardando la vostra forza e la vostra grazia, mi ricordo che l'onestà e l'umanità esistono ancora. Vi auguro che ogni vostra preoccupazione svanisca presto. Tutta questa oscurità prima o poi finirà... dobbiamo solo far passare la nottata, e vedrete che la luce tornerà a splendere.

Eletta R., Ethan Kavanagh
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